L'accettabilità sociale
ha confinato il dialogo nel piacevole,
ma io voglio parlare di merda,
e di cadaveri e di vomito
senza sentirmi meno immenso del fisico
o del teologo.
Voglio parlare di cazzi e vermi
e sangue e maleodoranti tanfi
senza subire lo sguardo ipocrita di altezzosi
educati alla finzione,
come se il riprovevole
fosse una parte di vita da non considerare.
Come fosse un parente impazzito
da segregare in una camera
quando vengono a farci visita,
le cui grida vengono imputate a passanti
tristi e soli nei vicoli della città
dell'innominabile.
Nessun commento:
Posta un commento