Monumenti di emotivo scorrere,
di malinconico assedio e solitario pallore,
specchi di inconsapevole empatia umana
che si regalano riflessi di immutabile sguardo vivo.
Compagni della notturna madre della vita
che di essa si ungono lo spirito
rifuggendo dall'astro che illumina,
nel riprovevole mattino,
esclusivamente il palese e,
proiettando distese di densa
e sanguinante ombra,
nasconde gli effetti di occulti eventi e
inespresse esperienze.
La falce del cielo che venerano
recide il germoglio dell'inconsapevolezza
nel reale e dal reale
riemerge l'inabissato.
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