lunedì 8 aprile 2013

Le Rime Della Vergine

Vergine.
Un fremito di muscoli destinato a ripetersi,
verdi iridi nelle quali è facile perdersi,
rimettersi nelle mani di chi ancora non conosco,
darle modo di vedere tutto quello che ho nascosto
nel posto più buio del mio essere vivo,
nella stanchezza di un respiro,
del mio essere vampiro
se sei in vena di capirmi mentre scrivo
versi sconclusionati indirizzati a te che sei il motivo
locomozione di ogni mia azione
mi fai sentire vergine nel provare un'emozione

E so che forse sei solo un'immagine sulla parete
Frutto di fantasie che non saranno mai concrete
Ma se la vita c'ha insegnato qualcosa
è che a volte anche un simbolo
ci libera dalla falsità di una foto in posa.

Vergine.
Purezza macchiata di paura vivida
speranza sporcata da un'anima livida,
ci si limita a sperar che tutto vada bene
per quel che mi riguarda oltre te
c'è poco altro che vale la pena vedere.

giovedì 4 aprile 2013

Via con la corrente

Credevo che anche le parole
avessero una fine oltre al fine,
invece questo veloce fluire
è sangue in vena immortale
a sfociare sotto la pia madre
nel turbinio elettrico di assoni.

E se il pensiero è un fiume
e la parola è goccia
qual è, risalendo in vetta
la sorgente che giungendo
al mare s'ingrossa e
incide l'immobile roccia?

Vorrei fosse la pelle,
l'incantevole peccato
che attraversa il midollo,
ma è l'anima che vibra
più del desiderio di un seno
o del sapore di un gemito.

martedì 2 aprile 2013

Troppe Domande

E se domani la danza di luce
sui tuoi occhi s'interrompesse?
Sarei ancora capace di respirare
a pieni polmoni aria che sa di tormento?
Sarei ancora in grado di fuggire
invocando gli spiriti di amanti disillusi?

E se domani le tue mani
tradissero la paura per le mie?
Sarei ancora in grado di vederle
come mani che costruiscono e legano?
Sarei così tenace da non lasciare
che il tuo giudizio atrofizzi le mie falangi?

E se domani non giungesse affatto,
lasciandomi in una sera eterna
immerso nel pensiero di te?
Dove nuvole di una giovane notte
che diventa madre di sospiri
s'affacciano sulle strade deserte
in attesa di sole.

Ancora una volta cedo alle domande
il posto che altri lasciano
siano le certezze ad occupare
e laddove il buio di una questione
inghiotte la mia immagine
c'è solo la tua pupilla in una nuova alba.

sabato 30 marzo 2013

Cura

Venerea cura di uno spirito inquieto
che infesta il mio corpo
assediandone ogni ganglo.
Immobile clangore di un sospiro turbato.
Reticenza nella dannazione
del peso di un'anima stanca.
Giaci in ogni angolo di fantasia
occulta e religiosa in speranza cedevole.
Invadi il campo, invado l'inaccesso.
Nella trama del tessuto del tuo pensieromutevole
mi perdo nel verde del tuo perderti.
Intanto c'è del vuoto da colmare,
colpe da espiare.
Assenza di un qualcosa che mi allontani
dal simbolo che ti ho dato,
dalla possibile salvezza.

venerdì 29 marzo 2013

Moloch e Lucifero

È il mio respiro che si fonde con l'aria
il diluirsi del mio essere nella realtà.

La frammentazione delle mie istanze
non rende più di quanto sangue ho dato
affinché l'impuria sparisse come l'idra
dai miei incubi nell'eco di un grido.

Moloch di Allen tira fendenti, smanioso,
alle mie meningi che furono d'un serafino
e acceca le mie dita che non bramano più pelle
e le mie labbra che nascondono una lingua morsa
non per non dire, ma per terrore di dire.

Sudici capi d'angelo in volo senza luce
ed io con luce sul suolo di sale e sabbia,
che maledico le piume delle loro ali sporche,
che empatizzo con Lucifero e la sua rivolta.

È la paralisi che si fonde con l'onirico
il diluirsi dell'essere nella mia realtà

venerdì 1 marzo 2013

dalla catena al tutto

Per non poco tempo ho conosciuto
solo la realtà della catena
e di una camera buia
composta da freddi anelli
e mura soffocanti
e maleodoranti pensieri
dalle mani di serafini.
L'idea di quel legame,
così solido,
così fermo e inevitabile
sedava ogni mio movimento
e m'accecò al punto
che solo dopo notti insonni
di penetranti soffitti
e automutilazione dell'anima
e ruggiti celati in singhiozzi
che l'insight mi colse.
Questa catena, simile al gelido ferro,
era malleabile, molle,
facile da gettarsi dietro
per donarsi al mondo.
La paura aveva scelto per me
di non tentare di evadere,
di rifugiarmi nella prigionia.
E ora che appartengo al tutto
e il tutto mi appartiene
sento l'incombente peso
di nuove realtà che attraversano
ogni istanza della mia mente fragile
e che arricchisce ogni mio giorno
coi volti di altri ancora in catene.

domenica 3 febbraio 2013

Verità

Nel giorno in cui ho posato la prima pietra
della mia verità
ho visto scarpe credere di camminare
su solida roccia,
ho visto mani sfregarsi all'idea
di un ideale,
ho visto ginocchia baciare il pavimento
davanti all'altare dell'oggettivo.
Ladri di realtà e nient'altro,
appropriatisi di costrutti di terzi.
In nome dell'economia di pensiero
mettete nelle vostre tasche gonfie di altri
la convinzione che quegli altri siate voi
e che chi non senta caldo il fuoco sia in folle.
Intanto i Galilei nelle strade portano alla luce
nuovi contenuti di nuove visioni.
È più facile trovare la verità nel colore
delle iridi di chi si ama che nei saggi di scienza.
È più onesto tenere la propria verità in un'eterna brutta copia,
piena di correzioni e note al margine,
che mandarla in stampa al primo tentativo
e tenerla stretta nelle tasche.