Credevo che anche le parole
avessero una fine oltre al fine,
invece questo veloce fluire
è sangue in vena immortale
a sfociare sotto la pia madre
nel turbinio elettrico di assoni.
E se il pensiero è un fiume
e la parola è goccia
qual è, risalendo in vetta
la sorgente che giungendo
al mare s'ingrossa e
incide l'immobile roccia?
Vorrei fosse la pelle,
l'incantevole peccato
che attraversa il midollo,
ma è l'anima che vibra
più del desiderio di un seno
o del sapore di un gemito.
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