Ne è caduta via di sabbia,
da un capo all'altro della clessidra,
che ha i tuoi stessi fianchi,
prima che potessi permettere al mio spirito
di cimentarmi di nuovo nei tuoi denti.
È stato proprio questo fiume temporale,
io a monte e tu a valle,
che ci ha regalato il mare di oggi,
nonostante i ciottoli che ti indirizzavo
la nostra è la stessa acqua
che abbraccia sabbia e sale
sotto lo sguardo di santi e peccatori
che ci vorrebero malati solitari.
Né vecchi difetti, né glorie di ieri
che nel tuo oggi sarebbero macchie d'inchiostro
su un foglio scritto con troppa cura
e che nel mio sarebbero pellicole ferme
di un film che ho troppa voglia di far mio.
È stato il mio appetito a dar sapore alla rabbia,
e tu, in un anoressico silenzio
mi avevi tolto l'appetito
che da tempo volevo far cessare.
sabato 27 aprile 2013
mercoledì 24 aprile 2013
Non vado a fondo
Sai quante volte ho pensato di farla finita?
A salvarmi il sorriso della gente
ed un verso scritto per donare la mia vita,
il flusso della mente che non puoi arginare
diventa così stretto e ti trascina in alto mare
vorrei annegare ma tengo botta, tengo duro
l'amore di chi hai attorno ti fa abbattere qualsiasi muro
anche se mai al sicuro dai pensieri delle notti cupe
in cui vorresti lanciarti dalla cima di una rupe
no al paracadute, scambio emozioni per valute
con cui comprare ali per salvarmi l'anima e salute
a chi da ogni rapporto per scontato
sicuro che il fuoco della disperazione non v'abbia mai scottato
indignato vi guardo dal mio posto sugli spalti
e tengo ad altri traguardi molto più alti
della serenità che vi rende così spavaldi
caldi abbracci di sostegno che non conoscerete
l'arsura del vostro pensiero presto diventerà sete
allora sarete persi, cadaveri in un deserto emotivo
io cercherò di mettere in realtà tutto quello che scrivo
finché vivo, finché la mia voce avrà ancora decibel da spargere
finché non smetterò d'amare ogni mio ridere e mio piangere.
A salvarmi il sorriso della gente
ed un verso scritto per donare la mia vita,
il flusso della mente che non puoi arginare
diventa così stretto e ti trascina in alto mare
vorrei annegare ma tengo botta, tengo duro
l'amore di chi hai attorno ti fa abbattere qualsiasi muro
anche se mai al sicuro dai pensieri delle notti cupe
in cui vorresti lanciarti dalla cima di una rupe
no al paracadute, scambio emozioni per valute
con cui comprare ali per salvarmi l'anima e salute
a chi da ogni rapporto per scontato
sicuro che il fuoco della disperazione non v'abbia mai scottato
indignato vi guardo dal mio posto sugli spalti
e tengo ad altri traguardi molto più alti
della serenità che vi rende così spavaldi
caldi abbracci di sostegno che non conoscerete
l'arsura del vostro pensiero presto diventerà sete
allora sarete persi, cadaveri in un deserto emotivo
io cercherò di mettere in realtà tutto quello che scrivo
finché vivo, finché la mia voce avrà ancora decibel da spargere
finché non smetterò d'amare ogni mio ridere e mio piangere.
martedì 23 aprile 2013
Rime per il cambiamento
Tieniti il velo del lutto sugli occhi
tagliati coi vetri dei tuoi specchi rotti
nuoti in acque profonde e non tocchi
onde su scogli si infrangono in sbotti
e fonde quel che tocca il tuo livore
che sia la mia mano, il mio sangue, il mio umore.
Solo ronzante rumore a udito inesperto
per chi ti conosce, un altro lamento
e mento sapendo di mentire e non è per sfortuna
se ad ogni accusa segue un ululato alla luna
e ci vorrebbe un cura per la mia licantropia
che da uomo mi fa bestia
quando vedo la mia preda in agonia.
"La colpa è solo mia"
me lo ripeto spesso
ma da oggi il ritornello non è più lo stesso.
Regalami pupille in cui vedere il mio riflesso
ridammi il vecchio me che non pensa solo al sesso
e a quanto sia spesso il muro
che mi separa dal traguardo
regalami la forza di poter reggere ogni sguardo
tagliati coi vetri dei tuoi specchi rotti
nuoti in acque profonde e non tocchi
onde su scogli si infrangono in sbotti
e fonde quel che tocca il tuo livore
che sia la mia mano, il mio sangue, il mio umore.
Solo ronzante rumore a udito inesperto
per chi ti conosce, un altro lamento
e mento sapendo di mentire e non è per sfortuna
se ad ogni accusa segue un ululato alla luna
e ci vorrebbe un cura per la mia licantropia
che da uomo mi fa bestia
quando vedo la mia preda in agonia.
"La colpa è solo mia"
me lo ripeto spesso
ma da oggi il ritornello non è più lo stesso.
Regalami pupille in cui vedere il mio riflesso
ridammi il vecchio me che non pensa solo al sesso
e a quanto sia spesso il muro
che mi separa dal traguardo
regalami la forza di poter reggere ogni sguardo
lunedì 8 aprile 2013
Le Rime Della Vergine
Vergine.
Un fremito di muscoli destinato a ripetersi,
verdi iridi nelle quali è facile perdersi,
rimettersi nelle mani di chi ancora non conosco,
darle modo di vedere tutto quello che ho nascosto
nel posto più buio del mio essere vivo,
nella stanchezza di un respiro,
del mio essere vampiro
se sei in vena di capirmi mentre scrivo
versi sconclusionati indirizzati a te che sei il motivo
locomozione di ogni mia azione
mi fai sentire vergine nel provare un'emozione
E so che forse sei solo un'immagine sulla parete
Frutto di fantasie che non saranno mai concrete
Ma se la vita c'ha insegnato qualcosa
è che a volte anche un simbolo
ci libera dalla falsità di una foto in posa.
Vergine.
Purezza macchiata di paura vivida
speranza sporcata da un'anima livida,
ci si limita a sperar che tutto vada bene
per quel che mi riguarda oltre te
c'è poco altro che vale la pena vedere.
Un fremito di muscoli destinato a ripetersi,
verdi iridi nelle quali è facile perdersi,
rimettersi nelle mani di chi ancora non conosco,
darle modo di vedere tutto quello che ho nascosto
nel posto più buio del mio essere vivo,
nella stanchezza di un respiro,
del mio essere vampiro
se sei in vena di capirmi mentre scrivo
versi sconclusionati indirizzati a te che sei il motivo
locomozione di ogni mia azione
mi fai sentire vergine nel provare un'emozione
E so che forse sei solo un'immagine sulla parete
Frutto di fantasie che non saranno mai concrete
Ma se la vita c'ha insegnato qualcosa
è che a volte anche un simbolo
ci libera dalla falsità di una foto in posa.
Vergine.
Purezza macchiata di paura vivida
speranza sporcata da un'anima livida,
ci si limita a sperar che tutto vada bene
per quel che mi riguarda oltre te
c'è poco altro che vale la pena vedere.
giovedì 4 aprile 2013
Via con la corrente
Credevo che anche le parole
avessero una fine oltre al fine,
invece questo veloce fluire
è sangue in vena immortale
a sfociare sotto la pia madre
nel turbinio elettrico di assoni.
E se il pensiero è un fiume
e la parola è goccia
qual è, risalendo in vetta
la sorgente che giungendo
al mare s'ingrossa e
incide l'immobile roccia?
Vorrei fosse la pelle,
l'incantevole peccato
che attraversa il midollo,
ma è l'anima che vibra
più del desiderio di un seno
o del sapore di un gemito.
avessero una fine oltre al fine,
invece questo veloce fluire
è sangue in vena immortale
a sfociare sotto la pia madre
nel turbinio elettrico di assoni.
E se il pensiero è un fiume
e la parola è goccia
qual è, risalendo in vetta
la sorgente che giungendo
al mare s'ingrossa e
incide l'immobile roccia?
Vorrei fosse la pelle,
l'incantevole peccato
che attraversa il midollo,
ma è l'anima che vibra
più del desiderio di un seno
o del sapore di un gemito.
martedì 2 aprile 2013
Troppe Domande
E se domani la danza di luce
sui tuoi occhi s'interrompesse?
Sarei ancora capace di respirare
a pieni polmoni aria che sa di tormento?
Sarei ancora in grado di fuggire
invocando gli spiriti di amanti disillusi?
E se domani le tue mani
tradissero la paura per le mie?
Sarei ancora in grado di vederle
come mani che costruiscono e legano?
Sarei così tenace da non lasciare
che il tuo giudizio atrofizzi le mie falangi?
E se domani non giungesse affatto,
lasciandomi in una sera eterna
immerso nel pensiero di te?
Dove nuvole di una giovane notte
che diventa madre di sospiri
s'affacciano sulle strade deserte
in attesa di sole.
Ancora una volta cedo alle domande
il posto che altri lasciano
siano le certezze ad occupare
e laddove il buio di una questione
inghiotte la mia immagine
c'è solo la tua pupilla in una nuova alba.
sui tuoi occhi s'interrompesse?
Sarei ancora capace di respirare
a pieni polmoni aria che sa di tormento?
Sarei ancora in grado di fuggire
invocando gli spiriti di amanti disillusi?
E se domani le tue mani
tradissero la paura per le mie?
Sarei ancora in grado di vederle
come mani che costruiscono e legano?
Sarei così tenace da non lasciare
che il tuo giudizio atrofizzi le mie falangi?
E se domani non giungesse affatto,
lasciandomi in una sera eterna
immerso nel pensiero di te?
Dove nuvole di una giovane notte
che diventa madre di sospiri
s'affacciano sulle strade deserte
in attesa di sole.
Ancora una volta cedo alle domande
il posto che altri lasciano
siano le certezze ad occupare
e laddove il buio di una questione
inghiotte la mia immagine
c'è solo la tua pupilla in una nuova alba.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)