Care anime in pena,
vi vedo starvene fermi a guardare il mondo con disprezzo, lasciando che il disgusto succhi via dal vostro spirito qualsiasi forma di vitalità, qualsiasi curiosità che, partendo dalla voglia di risposte, creerebbe nuove storie con quale arrichire il baule delle vostre esperienze che avete deciso di chiudere con catene e lucchetto, manco fosse un forziere che contiene tesori preziosi, contiene voi.
Forse è proprio questo che vi incute terrore, l'idea di donarvi alla vita e alle persone che la compongono, l'idea che questo significhi abbandonarsi passivamente a forze ingestibili che vi manipolerebbero e plasmerebbero a tal punto che fatichereste a riconoscervi nel ricordo di ciò che siete stati.
Aprite gli occhi, perché non è così che funziona. Ogni giorno è una battaglia dalla quale vi defilate, è la donna che vorreste farvi e alla quale non parlate, è come starsene fermi, ad occhi chiusi e incassare ganci e diretti in pieno viso senza nemmeno alzare le braccia a difendersi. Non credo debba esistere la magia per predire i risultati delle vostre azioni: Battaglia persa, donna persa, sangue perso. C'è solo da perdere.
Fate finta che davvero questa vita sia una donna, una di quelle delicate ma che lasciano intravedere come la loro passione sia in grado di farvi risorgere dall'oblio delle vostre grigie e atarassiche giornate, che sia in grado di farvi sentire vivi come nel momento del primo respiro e del pianto che ne ha seguito. Ecco, ora corteggiatela, chiedetele di lei e parlatele di voi. Fate che il suo interesse per voi salga e che il vostro non perda di mordente. Ubriacatevi insieme di idee e risate, di racconti e nostalgie.
Arriverà il momento nel quale lei si protrarrà verso di voi, esponendo i suoi seni, mordendosi le labbra e lasciando che i capelli coprano il suo sguardo che esprime desiderio puro. Questo è il vostro momento, quello della consapevolezza che qualcosa sta per succedere, e che sarà merito del lavoro che avete fatto. Non aspettate che sia lei a trascinarvi per un braccio verso un luogo più tranquillo, fatelo voi, portatela lontano.
Non appena i brividi inonderanno ogni centimetro della pelle della vostra schiena, baciatela, baciatela come se da quel bacio dipendesse la vostra sopravvivenza, perché da questo istante, il suo piacere e il vostro sono esattamente la stessa cosa. Se sarete abbastanza bravi sentirete il suo respiro farsi più vigoroso e la sua schiena inarcarsi per poi distendersi e inarcarsi nuovamente. Esplorate il suo corpo con le mani, con le labbra, con gli occhi, con la lingua. Lasciate che siano le percezioni che passano da un organismo all'altro vi guidino, che siano le vostre torce.
Ci saranno gemiti, morsi ed energia. A questo punto non rimane altro da fare se non scostare le sue cosce e permettere che tutto ciò che siete di confondersi con lei. Poco importa se per lei è troppo presto, se non vuole o se la metterete incinta. Vi state fottendo la vita, state prendendo la ricompensa per quello che avete passato e a quel punto è fatta. Siete liberi.
Quello che voglio dirvi, stupide vittime di voi stessi, è che dovete farvi una scopata con tutto quello che vi spaventa e prendervi la vostra rivincita, mettere il collare ad ogni vostra paura e dominarla come succede nel mondo animale, sottomettendola.
Credo in voi e nelle vostre capacità di sottomettere qualsiasi cosa vi spaventi, qualsiasi cosa che non vi permette di essere felice, di tutto ciò che vi rende incontentabili perdenti!
Non deludetemi, sarebbe una storia pessima da raccontare.
Parole meravigliose..complimenti :)
RispondiEliminaJennifer