a tessere i minuti di ogni mia ora.
Un piccolo ragno che avvelenava il giorno
con gocce di dolce voglia sottopelle.
E le settimane che spesi nel tuo profumo
mi intrappolarono nella tela accattivante
del tuo indomito, esoterico, spirito d'indaco.
Ricordo il crepitio del sangue nelle vene
che diveniva fuoco quando assaggiavo
con le dita la tua pelle d'argento e avorio.
Mi iniziasti alla morte e ai suoi piaceri
aspirando il mio respiro nel tuo
e recidendo la volontà d'essere libero.
Fosti tu, ancora una volta
a innescare gli spasmi dei miei orgasmi.
E di ogni pensiero che ardeva a fiamma viva
ne resta solo una memoria di cenere.