Dammi fuoco,
voglio produrre luce e calore,
e che importa dello sfrigolio della carne
se anche solo per un attimo
potrei essere la falsa copia di un astro?
Una piccola cometa che corre sulla terra
mentre la fiamma fa del mio corpo il suo.
Già che non posso far mio il cielo,
già che l'ampio spazio non m'appartiene,
lascia almeno che elargisca stupore in queste vie.
Fare in modo che i loro occhi si sgranino
allo spettacolo di cui sono spettatori,
masse di protagonisti che temono il palco,
le sue gioie e i suoi affanni,
convinti che il disgregarsi dei tessuti
non sia un prezzo valido per la libertà.
giovedì 31 maggio 2012
mercoledì 30 maggio 2012
Le amanti del sole
Piccoli santuari del crepuscolo
incarnate nella terra,
costrette a camminare
pur appartenendo al cielo.
L'estasi le coglie quando posano
lo sguardo dolce da straniere
sui paesaggi assolati e chiari,
il frutto dell'opera del loro amante.
Temono il tramonto,
un lungo bacio a chi s'allontana, a ciò che si ama,
sulla stazione dell'orizzonte.
Temono la notte,
poiché lontano da ciò che si ama
il pensiero s'annoda e si fa cupo.
Temono l'alba,
poiché a rivedere, dopo l'assenza, ciò che si ama
si teme sia cambiato.
Se sapessero che sono il tutto,
le fondamenta della gioia dell'uomo che le vede,
accarezzando il suo volto
ammonirebbero il sentimento:
"Chi ama il sole s'accontenta della gioia di un raggio di luce".
Ancora non sanno che le nostre e le loro luci
fanno impallidire la grande stella
e che il nostro giorno, i paesaggi che illuminiamo,
non conoscono la notte.
incarnate nella terra,
costrette a camminare
pur appartenendo al cielo.
L'estasi le coglie quando posano
lo sguardo dolce da straniere
sui paesaggi assolati e chiari,
il frutto dell'opera del loro amante.
Temono il tramonto,
un lungo bacio a chi s'allontana, a ciò che si ama,
sulla stazione dell'orizzonte.
Temono la notte,
poiché lontano da ciò che si ama
il pensiero s'annoda e si fa cupo.
Temono l'alba,
poiché a rivedere, dopo l'assenza, ciò che si ama
si teme sia cambiato.
Se sapessero che sono il tutto,
le fondamenta della gioia dell'uomo che le vede,
accarezzando il suo volto
ammonirebbero il sentimento:
"Chi ama il sole s'accontenta della gioia di un raggio di luce".
Ancora non sanno che le nostre e le loro luci
fanno impallidire la grande stella
e che il nostro giorno, i paesaggi che illuminiamo,
non conoscono la notte.
venerdì 25 maggio 2012
Sapore
Era la mia fame a darti sapore,
mi nutrivi di te
mentre usavi le mie parole
per fasciare le tue ferite.
Ho dimenticato il mondo
confondendolo coi tuoi fianchi:
eri la gola e lo stomaco
che tradivano la memoria.
La sazietà si lascia ancora attendere,
ma è un digiuno
che non necessita di te
per cessare
e sfociare nel gusto di uno sguardo.
mi nutrivi di te
mentre usavi le mie parole
per fasciare le tue ferite.
Ho dimenticato il mondo
confondendolo coi tuoi fianchi:
eri la gola e lo stomaco
che tradivano la memoria.
La sazietà si lascia ancora attendere,
ma è un digiuno
che non necessita di te
per cessare
e sfociare nel gusto di uno sguardo.
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