Siamo figli di una cultura che, quando non demonizzava il sesso, lo dipingeva come un atto imbarazzante e sconveniente. Questo succedeva almeno fino a trent'anni fa e le conseguenze sulle nostre vite sono state molteplici e perlopiù negative dal punto di vista della salute emotiva e del benessere in generale. Se da una parte la rivoluzione sessuale ha permesso una conoscenza sempre più approfondita dell'argomento, distaccandolo da quella omertosa religiosità nella quale era immerso, dall'altra non ha reso il sesso più accessibile. Con accessibilità sessuale, che può essere frainteso con la facilità di avere rapporti sessuali, intendo la modalità con la quale il sesso viene pensato e idealizzato.
Non è raro che l'atto sessuale venga caricato di caratteristiche e significati che, purtroppo, non possiede, Ci si ritrova quindi ad utilizzare l'attività sessuale come metro di giudizio per il successo, sia esso individuale o di una relazione; a condannare le proprie o le altrui preferenze sessuali (che comprendono ma non si limitano all'orientamento); a correlale il sesso ad una conoscenza approfondita della persona con la quale lo facciamo o, nel peggiore dei casi, a innalzarlo ad atto in cui l'amore prende una forma fisica.
Pur non volendo svilire la natura intima che una tale attività implica, e non essendo immune alla scarsa accessibilità sessuale che permea il senso comune, mi piace pensare al sesso come ad un atto conoscitivo bilaterale con la persona che abbiamo di fronte. Un'eccessiva idealizzazione del sesso che caratterizza una bassa accessibilità sessuale è fonte di ansie, paure e disfunzioni legate sia alle proprie capacità che al significato, proprio e dell'altro, che si sta dando a quell'atto che, di per sé, dovrebbe essere una scelta consensuale, responsabile e consapevole diretta al benessere condiviso per mezzo della conoscenza e della stimolazione reciproca di due (o più) individui.
Per concludere, ritengo molto più sconveniente, sia socialmente che per il benessere individuale, investire emotivamente in una persona che non si conosce prima di farci sesso che non il contrario.